Lug 10, 2016

Fare arte con il sughero…e non solo!

Si può imparare ad essere creativi, o si tratta di un valore innato? Non è semplice definire la creatività, proprio per questo motivo è difficile insegnarla a scuola…Ma è possibile inquadrare dei “valori” che la contraddistinguono. Uno di questi valori è sicuramente la capacità di rompere gli schemi. 

La creatività non si pone dei limiti, il suo obiettivo principale è quello di andare oltre agli standard del “già visto” e del “già fatto” per comunicare ciò che l’artista vuole rappresentare. La maggior parte delle volte, chi crea si serve di supporti materiali come la carta, la celluloide, la pittura, il metallo…ma la cosa che più stupisce dell’atto creativo è la capacità di esprimersi anche attraverso l’utilizzo di “materiali non convenzionali”.

La creatività nasce anche da un buon bicchiere di vino. Anche più di uno.

Scott James Gundersen è un’artista americano che ama esprimersi tramite “materiali non convenzionali”, di quelli che passano inosservati la maggior parte della volte: i tappi di sughero. Gundersen crea ritratti servendosi di migliaia di tappi di sughero riciclati, niente pennelli, niente colori o tele, solo un tappo dopo l’altro. tipografando-arte-con-il-sughero

Ogni opera nasce da un lungo processo creativo. Dopo aver scelto il soggetto da rappresentare, Gundersen ne disegna i contorni e solo dopo aver analizzato i singoli tappi, le sfumature di colore lasciate del vivo, l’opera inizia a prendere forma. Ecco l’arte con il sughero.

La creatività nasce dalla pazienza, ma anche dalla follia.

Andrew Myers è uno sculture unico nel suo genere. Niente scalpello e martello, nessun blocco di materiale su cui lavorare con un processo di sottrazione, Myers “avvita” le sue creazioni. Avvitatore alla mano, l’artista riesce a dar vita a ritratti tridimensionali che a prima vista sembrano dei veri e propri dipinti.

tipografando-andrew-myers1

Migliaia di viti su pannelli di legno, poste a diverse profondità per dare volume alle figure, vengono dipinte in una seconda fase di lavorazione una alla volta dall’artista in modo da ricreare anche il più piccolo particolare del volto ricreato.

Riciclare, ma non la creatività

Delle grandi opere possono prender vita anche da elementi semplici, economici o riciclati. Elementi che si arricchiscono di un valore comunicativo che nessuno gli aveva concesso in fase di progettazione, ma che solo un artista poteva donargli trasformandolo in una cosa completamente nuova.

E per voi, qual è l’elemento capace di raffigurare la creatività?